Dante Gabriel Rossetti 1828-1882

Il ritorno di Tibullo da Delia 1868

     I versi riportati sotto il dipinto derivano da una delle elegie di Tibullo, dove, in partenza per la guerra, lui dice di sperare di trovarla in attesa del suo ritorno.
     L’immagine mostra l’attuazione di questa speranza. La scena ha luogo in una delle camere da letto attigue all’atrium della casa di Delia. Lei è seduta sul suo giaciglio che ha consacrato a Diana durante l’assenza del suo amato, come mostrano il ramo e la tavoletta votiva sopra la sua testa. Ha ammucchiato tutti i cuscini ai piedi del giaciglio e sta languidamente riposando, dopo avere filato; tiene ancora in  mano un fusello, mentre con l’altra porta svogliatamente una ciocca di capelli alle labbra. La lampada è accesa, segnando la fine di uno dei lunghi giorni di attesa, e, prima di addormentarsi, Delia rimane in ascolto del canto dell’anziana donna che suona contemporaneamente su due arpe, come si vede fare qualche volta nell’arte romana. Tibullo è appena arrivato e sta passando con impazienza, ma facendo attenzione, al disopra del ragazzo di colore che dorme sul ciglio della porta a cui fa  la guardia.
     Tibullo è accompagnato da una negra che lo trattiene mentre entra, in modo che egli possa osservare Delia un momento prima che lei percepisca la sua presenza. Uno specchio di metallo riflette la luce della lampada posta sul lato opposto della stanza, e sui due lati della porta sono dipinte le figure di Amore e Notte.
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